Qualità fotografica negli smartphone, da cosa dipende? (parte 1)

sensore otticoRecentemente alcuni utenti di AndroidOS Lab, in uno dei gruppi dedicati al robottino verde in Facebook, hanno affrontato questo argomento:
Qualità fotografica negli smartphone, da cosa dipende?

Dal dibattito abbiamo avuto l’opportunità di imparare e scoprire tante cose, che alcuni di noi non conosceva bene e di cui magari ignoravamo l’esistenza. Quindi, ecco che abbiamo incontrato Vittorio Vescio, che ha avuto la pazienza e la volontà di spiegarci al meglio questo argomento e da questa discussione e dalla sua esperienza come fotografo abbiamo deciso di affrontare questo argomento anche all’interno delle nostre pagine.

Di seguito vi riportiamo un post scritto da, Vittorio, per spiegarci al meglio da che cosa dipende la qualità fotografica negli smartphone.

Ogni qualvolta dei rumors annunciano lo sviluppo di un nuovo terminale una delle caratteristiche che riscuote maggiore interesse tra gli appassionati è la fotocamera. Ci si chiede quale sarà la qualità e se rappresenterà realmente un passo in avanti rispetto alla generazione precedente. Ma abbiamo le basi per poter giudicare le qualità del comparto fotografico di uno smartphone? Ahimè, da quel che si legge in giro, è evidente che nella maggior parte dei casi queste basi non ci sono.

L’obiettivo di questo articolo è quello di spiegarvi il funzionamento del comparto fotografico di uno smartphone/tablet e di indicarvi quali sono le componenti che incidono maggiormente sulla qualità delle foto.

Di seguito inserirò i fattori principali che determinano la qualità fotografica in uno smartphone, con relative percentuali (che ne indicano l’importanza):

  • Software di gestione della fotocamera e di elaborazione dei files – 30/35%;
  • Qualità delle lenti utilizzate (con relativa massima apertura del diaframma)– 25/30%;
  • Efficacia del sistema di stabilizzazione dell’immagine – 20/25%;
  • Qualità del sensore d’immagine – 10/15%.

Questi sono solo dei dati che per molti possono aver poco senso, andiamo perciò di seguito ad esplicarli in modo da aiutarvi ad interpretarli, prima però bisogna conoscere il processo che porta ad avere una foto.

Come si ottiene una fotografia? Cercherò di spiegarvelo in maniera semplice e comprensibile.
Quando inquadriamo la scena e premiamo il tasto di scatto la luce passa per le lenti ed attraversa il diaframma (che più è aperto, più luce lascia filtrare) e viene indirizzata verso il sensore, il quale la cattura e la converte in impulsi elettrici che vengono trasferiti al convertitore analogico/digitale a cui spetta il compito di trasformare un segnale continuo in discreto (quindi di convertire il segnale analogico in uno digitale) e di trasferirlo in codice binario al processore, il quale dapprima immagazzina il file in un formato proprietario definito RAW (formato che contiene tutte le informazioni catturate dal sensore in forma grezza), poi lo elabora e lo comprime in JPG sfruttando gli algoritmi sviluppati dal produttore.

Durante questo processo l’immagine grezza subisce diverse correzioni, da un aumento/diminuzione del contrasto e del livello di dettaglio, alla riduzione del rumore d’immagine e, cosa molto importante, subisce un’eliminazione selettiva di pixel, necessaria a diminuire il peso dei file (basta considerare che un RAW della mia reflex da 16MP pesa in media 30MB, una volta compresso in JPG diventa di 10 MB circa).

L’immagine finita che visualizziamo sul display del nostro terminale è sempre frutto di questi processi.

Continua a leggere qui la seconda parte

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Da sempre appassionato di informatica e tecnologia, cerco ogni giorno di migliorare la mia cultura generale in questi ambiti. A volte mi occupo anche con lo sviluppo di applicazioni mobile e non solo.

Qualità fotografica negli smartphone, da cosa dipende? (parte 1) ultima modifica: 2013-11-07T14:44:39+00:00 da Flavius Harabor