IAP: l’antitrust avvia l’indagine contro le app games freemium

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Ci giunge voce in redazione, stranamente non dai portali italiani, ma bensì direttamente dal blog AndroidCommunity, che l’autorità antitrust italiana ha avviato un’indagine contro le applicazioni mobile gaming freemium o meglio definite anche IAP (in-app purchase).

Cioè parliamo di tutte quelle applicazioni dedicate al gaming,  che ufficialmente sono gratis quando le scarichi, però dopo devi pagare man mano se vuoi andare avanti. Queste è una di quelle pratiche molto utilizzata da moltissime software house famose e meno famose.
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Quindi, ecco che nel mirino dell’antitrust italiano sono finiti i store: Google Play, Amazon App e anche la Apple.

Infatti, all’interno di questi market sono presenti moltissime applicazioni che sfruttano la tecnica IAP (in-app purchase), per invogliare gli utenti a scaricare  l’applicazione e poi convincerli a pagare per andare avanti. Per fare un esempio di una software house che abusa dell’IPA, prendiamo in considerazione la Gameloft.

Insomma, Android e anche iOS, ma in generale il panorama mobile ha dato l’opportunità a molte società di entrare a far parte di quello che è il panorama dedicato al mobile gaming. Di fatto questo è un nuovo modo di fare business, anche per le piccole start-up.

Per capirci meglio, le applicazioni che usano le tecnica dell’IPA, sono come i vecchi pacchetti software Shareware che frequentemente nel mondo del personal computer abbiamo incontrato più di qualche volta sotto Windows e non solo.

L’antitrust italiana ha deciso di intervenire in questo caso, un pò perché la pratica è molto diffusa, però anche dopo una serie di lamentele da parte dell’utenza. Infatti molto spesso queste applicazioni di tipo free-to-pay, richiedono somme di denaro molto cospicue per finire tutto il gioco oppure solo per arrivare a sbloccare una parte dell’applicazione.

Ovviamente l’antitrust italiana entra in un territorio o meglio in acque molto torbide. Questo modello di business freemium o IPA è nuovo, quindi, di per se non ha delle regole precise che lo definiscono. In poche parole, l’indagine alla fine potrà avere un buon risultato per l’utenza finale oppure sarà un buco nell’acqua.

Il problema se si può dire così, sta nel fatto che le app freemium in alcuni casi possono essere giocate dal primo livello fino all’ultimo senza dover spendere neanche un centesimo. Si arriva a spendere soldi solo se si vuole ottenere dei privilegi oppure dei bonus extra. Vedi le app gaming del genere MMO.

Visto che in questi giorni sto provando e faro la recensione del gioco Blood Zombies, vi posso già anticipare che gli sviluppatori di questa gaming app abusano della tecnica free-to-pay o IAP. Infatti si arriva a un certo punto, che è impossibile andare avanti senza pagare. Non serve scaricarlo e giocarlo per capire che è così, basta solo leggere i tanti commenti lasciati sotto l’applicazione dai vari utenti che l’hanno provata/giocata.

Insomma, questo è solo un esempio, ma gaming app come questa e non solo ne esistono una miriade e secondo me l’antitrust italiana dovrà lavorare sodo per scoprirle tutte o almeno una buona parte.

Una cosa che per il momento non è chiara

  • Che cosa farà l’antitrust una volta che troverà queste applicazioni che abusano dell’IPA?
  • L’antitrust multerà solo le software house oppure anche i gestori dei market?
  • Riuscirà l’antitrust con la sua indagine a spaventare qualcuno?
  • Riuscirà l’antitrust a gestire questa mega indagine con un risultato positivo e non con un grosso buco nell’acqua?

Bhe a queste domande cercheremo di rispondere man mano che ci saranno anche altri dettagli.

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Avete trovato anche voi applicazioni che abusano con

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{{VIA: AndroidCommunity}}

Da sempre appassionato di informatica e tecnologia, cerco ogni giorno di migliorare la mia cultura generale in questi ambiti. A volte mi occupo anche con lo sviluppo di applicazioni mobile e non solo.
IAP: l’antitrust avvia l’indagine contro le app games freemium ultima modifica: 2014-05-20T16:44:52+00:00 da Flavius Harabor